Cosa ti impedisce di cambiare davvero?
Nel coaching strategico, secondo il modello di Giorgio Nardone, l’obiettivo non è analizzare il passato, ma comprendere come funziona il problema nel presente. Ogni comportamento, anche quello che sembra ostacolare il cambiamento, risponde a una logica precisa: può servire a proteggere, evitare, controllare o rassicurare. Il lavoro parte quindi da una domanda diversa: non “perché lo faccio?”, ma “a cosa serve ciò che faccio?”. Questo cambio di prospettiva permette di riconoscere ciò che mantiene il problema in vita e apre la strada a un cambiamento concreto.
I benefici
- Comprendere il funzionamento del problema nel presente
- Riconoscere i comportamenti che alimentano il blocco
- Interrompere automatismi e reazioni abituali
- Affrontare le situazioni da una prospettiva diversa
- Prendere decisioni con maggiore chiarezza
- Sperimentare nuove modalità di azione
- Recuperare fiducia nelle proprie risorse
- Passare dalla reazione alla scelta
Dalle tentate soluzioni a nuove possibilità
Una volta individuata la funzione del comportamento, il coaching strategico lavora sulle tentate soluzioni: tutte quelle azioni che la persona continua a mettere in atto per risolvere la situazione, ma che finiscono per mantenerla. Interrompere queste dinamiche permette di modificare gradualmente la percezione del problema e creare nuove possibilità di azione. Il cambiamento non rimane teorico: prende forma attraverso piccoli passi concreti e ripetuti, capaci di generare comportamenti più efficaci e più liberi. È così che la persona smette di reagire automaticamente e comincia a scegliere.

